Di alberi, fiori ritrovati, giardini e vecchi giardinieri

A volte a un editore capita di ritrovarsi per le mani un libro nato perfetto, inedito. È il caso di Il fiore ritrovato di Jeugov, al suo esordio nell'editoria per ragazzi con questo silent book che da ieri è in tutte le librerie. È una bella fortuna, quando questo succede. E noi siamo particolarmente felici di questo libro perché racconta di bambini e di alberi. E in questo momento vorremmo che a bambini e alberi non si smettesse proprio mai di fare attenzione.

[di Jeugov]

La copertina de Il fiore ritrovato di Jeugov (Topipittori, 2021).

Villa Bice

La storia nasce a Lierna, paese in provincia di Lecco, a giugno dell’anno scorso (2020). Precisamente nasce a Villa Bice, una casa dei primi del ‘900 costruita dal trisnonno di mia moglie Bora. È una villa molto bella in uno stile che io definisco liberty campagnolo, con decorazioni essenziali e raffinate nello stesso tempo. Questa casa è, da sempre, da quando Bora era bambina, la casa delle vacanze. Anche oggi questa casa continua a ospitare le nuove famiglie. È circondata da un ampio giardino e basta percorrere alcune viuzze del paese per ritrovarsi in riva al lago. Per me è sempre stato un luogo di grande ispirazione creativa.

 

Villa Bice: casa di vacanze e creatività.

Il momento in cui è nata

Una sera stavamo mettendo a letto i bambini, quando due di loro, Pietro e Filippo, mi hanno chiesto con insistenza di raccontargli una storia. Capita spesso di raccontare loro storie inventate sul momento, storie a cui poi si affezionano, che ricordano nei minimi particolari e che chiedono di ascoltare di nuovo.

Questa storia, quindi, è nata così ed è stata battezzata dai bambini la storia de Il Vecchio Giardiniere.

In quel periodo, per provocazione di un amico, Luigi, mi ero deciso a tentare di realizzare una storia illustrata e stavo cercando proprio di decidere quale delle trame che già avevo in mente potessi sviluppare. Il Vecchio Giardiniere era perfetta e la mattina seguente ho iniziato a disegnare la prima immagine, che non è la prima in sequenza, ma è quella che ha da subito deciso lo stile del libro, dai personaggi alle ambientazioni. Ho poi steso uno storyboard e dall’immagine realizzata sono andato in ordine sequenziale, lavorando sulle doppie pagine. Soltanto alla fine ho realizzato l'immagine che apre la storia.

La prima illustrazione e lo storyboard per Il fiore ritrovato.

Alcune pagine tratte dall'albo.

Un grande aiuto durante il lavoro è stato quello dei bambini - figli e nipoti - che non si sono risparmiati nei commenti: entusiasti quelli dei più piccoli e più critici quelli dei grandi. Osservazioni con cui ho dovuto fare i conti, ovviamente!

Un'altra grande mano è arrivata da David, amico regista che è riuscito a darmi la chiave per sbloccare alcune sequenze in cui mi ero incastrato.

Il giardiniere

Visivamente la storia nasce dal personaggio principale, il vecchio giardiniere, che da subito ha preso le sembianze di mio padre.

Questo disegno (realizzato per il suo compleanno, a maggio, e che non compare nell’albo) è stato inconsapevolmente il primo della storia, quando ancora non c’era l’idea di realizzarla. Mio padre è sempre uno dei miei soggetti preferiti: ho molti disegni che lo ritraggono, fatti nel corso degli anni. Il suo ruolo di giardiniere malvagio però non gli si addice, è una persona molto buona e simpatica, molto più simile al giardiniere felice.

Un ritratto del padre, dalle matite di Jeugov.

Studi per il personaggio del Giardiniere.

Il Giardiniere in alcune pagine da Il fiore ritrovato.

La vecchina/ le persone

La gentile anziana che regala i semi del fiore arancione ai bambini è molto simile a una signora che ho visto in metropolitana. Spesso, nei tragitti in metropolitana, mi capita di fare ritratti veloci alle persone. I taccuini che li contengono diventano la mia banca immagini da cui prendere i tratti per i personaggi.

Dai taccuini di Jeugov.

Il personaggio della Vecchina dai taccuini alle pagine dell'albo.

La natura

La vegetazione ha un ruolo fondamentale nella storia perché, ancor più dei personaggi, rappresenta il cambiamento che avviene nel racconto. La varietà della flora mi ha sempre affascinato: infinite specie e infiniti modi di rappresentarle. Di sicuro lo stile sintetico del liberty e quello austero della secessione viennese mi hanno molto influenzato. Anche i carattere dei testi (in copertina) lo dimostrano chiaramente.

 

Studi per la vegetazione e ispirazione per lo stile de Il fiore ritrovato.

I risguardi (emblematici) dell'albo.